L’attività tonico-adattogena della Withania somnifera

gennaio 11, 2016

La Withania somnifera, nota nella tradizione medica Ayurvedica come  Ashwagandha,  o col nome popolare di “Ginseng indiano”, è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Si tratta di un arbusto, con base legnosa, che può raggiungere un’altezza di circa 2 metri. I suoi fiori sono verde-gialli e il colore dei frutti varia dal giallo-arancio al rosso a seconda dello stadio di maturazione. La pianta è ricoperta di piccoli peli che gli conferiscono riflessi grigio-argentei. Al genere Withania appartengono ben 23 specie diverse, ma di queste, solo la Withania somnifera è nota per avere proprietà medicamentose. Viene coltivata, ma cresce anche spontaneamente, in India, in Pakistan, nello Sri Lanka, ed anche in alcune zone dell’ Africa settentrionale e del Mediterraneo, ad esempio in Italia si trova principalmente in  Sicilia e Sardegna. Il termine  “ashwagandha” deriva dalla parola sanscrita “ashva”, che significa cavallo, e da “gandha” , cioè odore; in effetti la radice della Withania ha un forte odore che ricorda vagamente quello del cavallo.

È conosciuta ed utilizzata sin dall’antichità dalla medicina Ayurvedic, come adattogeno, afrodisiaco, tonico per il fegato, astringente, e per le sue proprietà immunomodulatrici e antinfiammatorie. La Withania viene infatti menzionata nei testi canonici Ayurvedici che risalgono al periodo tra il primo e l’ottavo secolo a.C.

I principali costituenti della radice di Withania sono gli alcaloidi e i lattoni steroidei o withanolidi.

La Whitania possiede proprietà adattogene, antistress, anti-infiammatorie, immunomodulanti, antitumorali, antiossidanti ed emopoietiche. Le è inoltre attribuita la capacità di esercitare effetti benefici, attraverso meccanismi d’azione non ancora ben chiariti, sul sistema endocrino e sugli apparati cardiovascolare e respiratorio, oltre che sul SNC. Gli effetti farmacologici della Withania sembrano tuttavia dipendere essenzialmente dall’attività sull’organismo dei lattoni steroidei, o witanolidi in essa contenuti. Alla base delle proprietà adattogene sembra esserci infatti una inibizione dell’up-regulation dei recettori dopaminergici a livello del corpo striato indotta dallo stress. L’effetto immunomodulante della pianta sembra invece essere correlato alla proprietà

di indurre la sintesi di monossido d’azoto da parte dei macrofagi, favorendo così il burst ossidativo da parte di questi ultimi. Molti studi scientifici sembrano confermarne le proprietà antinfiammatorie, antistress, antiossidanti, immunomodulatrici, emopoietiche e anti aging.

Inoltre è stata evidenziata un’attività sedativo-ipnotica che sembra essere di beneficio nelle problematiche del sonno e negli stati ansiosi stress correlati.

La Withania è comunque utile anche in soggetti sani, stressati dagli impegni della vita quotidiana, ai quali può dare un effetto rinvigorente e di aiuto per la concentrazione, le capacità attentive e menemoniche. Ad esempio in uno studio clinico prospettico, in doppio cieco, controllato con placebo, si sono valutati gli effetti, a livello cognitivo e psicomotorio, di un estratto di Withania. Lo studio ha coinvolto 20 volontari sani, nei quali è stata valutata la performance cognitiva prima e dopo 14 giorni di somministrazione di un estratto di Withania, mediante test psicometrici. Si è potuto così evidenziare che il trattamento con Withania ha apportato miglioramenti significativi rispetto al placebo nella performance dei volontari in una serie di test mnemonici, test del tempo di reazione semplice, test di vigilanza, test di sostituzione e di classificazione. I risultati dello studio confermano quindi che l’estratto di Withania è in grado di migliorare le prestazioni cognitive e psicomotorie anche in soggetti sani, a riprova del valore della pianta stessa come tonico-adattogeno. Alla Withania sono attribuite anche proprietà antitumorali: la witaferina A sembra in questo caso il principio attivo più promettente all’interno del fitocomplesso, grazie alle sue qualità anti-angiogenetiche. Inoltre in vitro la witaferina A sembra essere stata in grado di inibire la proliferazione cellulare agendo sulla sintesi nucleica e proteica con effetti citotossici. Sperimentazioni effettuate su linee cellulari tumorali umane hanno confermato queste proprietà della witaferina A e di altri composti estratti dalla pianta.