L’emicrania e la sindrome del colon irritabile.

marzo 7, 2016

L’emicrania e la sindrome del colon irritabile.

Secondo uno studio che sarà esposto nel prossimo mese di Aprile presso il 68º congresso Americano di Neurologia, esiste una forte correlazione tra le crisi emicraniche, la cefalea muscolo-tensiva e la sindrome del colon irritabile.

Si è visto, secondo questo studio, un rapporto di sensibilizzazione con associazioni sia fenotipiche che genotipiche; inoltre nella sindrome da colon irritabile (IBS) si conoscono molto bene le disfunzioni da parte del SNC correlate con lo stress e l’asse ipotalamico, tale da soprannominare tale sindrome come “emicrania dei visceri”.

Lo studio ha incluso 107 persone con emicrania, 53 con episodi di tipo tensivo (ETTH), 107 con IBS, e 53 individui sani.

Questo è il primo studio che ha indagato il rapporto tra l’IBS e le cefalee primarie, tra cui la ETTH, utilizzando una valutazione globale di natura diagnostica clinica e con le informazioni su più polimorfismi del gene trasportatore della serotonina.

I ricercatori hanno scoperto che l’IBS, diagnosticata secondo  criteri rigorosi, si è verificata nel 54,2% dei pazienti con emicrania e il 28,3% dei pazienti con ETTH. Inoltre, il 35,5% dei pazienti con IBS ha avuto emicrania e il 22,4% aveva ETTH.

Inoltre, l’analisi del gene trasportatore di serotonina e il gene del recettore della serotonina ha mostrato che l’ IBS, l’ emicrania, e i gruppi ETTH, avevano almeno un gene che differiva da geni delle partecipanti sane.

Tale associazione è un buon esempio di studio del rapporto dell’asse cervello-intestino, nella definizione più ampia che si da al sistema intestino-microbiota, come “secondo cervello”. Sembra che ci sia un collegamento genetico con conseguente disturbi all’interno del sistema neurotrasmettitoriale serotoninergico e di tipo parasimpatico.

Spesso si ha la tendenza nei pazienti che presentano sia il dolore addominale che la cefalea di etichettarli come pazienti psico-somatici. Lo studio fornisce ulteriori prove a sostegno della vulnerabilità biologica per il dolore nei pazienti con cefalea primaria e IBS.

Sulla base di questi risultati, il ruolo dei trattamenti che colpiscono l’asse cervello-intestino dovrebbe essere ulteriormente esplorato, con integrazione di sostanze come l’acido butirrico con le varie funzioni anti infiammatorie o i psicobiotici, nell’azione di produzione diretta sia di GABA che di serotonina stessa.

L’associazione tra questi geni, il dolore persistente e le sensibilità alimentari dovrebbe essere esplorata maggiormente e ulteriormente studiata.