Gli omega-3 prevengono l’invecchiamento cerebrale

giugno 5, 2017

Gli omega-3 prevengono l’invecchiamento cerebrale

I risultati ottenuti da due nuovi studi, effettuati dall’Università dell’ Illinois  e pubblicati online l’ 11 maggio e il 2 maggio in  Nutritional Neuroscience e in  Aging and Disease, supportano un ruolo fondamentale per gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) nel mantenimento dell’integrità delle strutture cerebrali specifiche che sono alla base dell’intelligenza e della memoria cosiddetta “fluida” e aggiungono un’ulteriore prova che il rapporto tra gli acidi grassi omega-3 e omega-6, in favore dei primi, promuovono un invecchiamento sano del cervello.

Lo studio suggerisce che diversi modelli di grassi polinsaturi promuovono degli aspetti specifici della cognizione, rafforzando i circuiti neuronali che sono vulnerabili alle malattie e al declino legato all’età.

Nello studio si sono misurati sei tipi di PUFA omega-3 nel plasma, l’intelligenza fluida e il volume della materia grigia nella corteccia frontale e parietale in adulti compresi dai 65 ai 75 anni. Nessuno dei partecipanti era cognitivamente compromesso.

I ricercatori hanno poi analizzato le differenti caratteristiche dei PUFA nel sangue e il rapporto tra i modelli nutrizionali e la struttura del cervello dei partecipanti e le prestazioni sui test cognitivi.

I risultati hanno mostrato che un modello di PUFA omega-3 composto da acido α-linolenico (ALA), acido stearidonico (SDT) e acido eicosatrienoico (ETE) era legato maggiormente all’intelligenza “fluida”, che indica la capacità di una persona di risolvere problemi che non hanno mai incontrato prima.

Il volume totale della materia grigia della corteccia frontoparietale è stata interamente mediata con un maggior apporto di PUFA ω-3.

Il modello dei PUFA ω-3 osservati in questo studio riflette l’elaborazione metabolica dei PUFA ω-3 assunti con la dieta.

Gli studiosi suggeriscono che l’elaborazione metabolica dei PUFA ω-3 possa conferire neuroprotezione poiché gli acidi ALA, SDT e ETE possiedono effetti neuroprotettori unici o sono convertiti in acido eicosapentaenoico (EPA) e, in misura minore, in acido docosaesaenoico (DHA).

Riducendo lo stress ossidativo e l’aggregazione piastrinica, oltre a migliorare la pressione sanguigna e la compliance arteriosa, sia EPA che DHA hanno effetti fisiologici che possono migliorare la salute del cervello.

 

In un secondo studio, lo stesso gruppo di ricercatori ha analizzato la relazione tra i modelli di PUFA ω-3 e ω-6, la memoria e la microstruttura regionale della materia bianca nella stessa coorte di sani adulti più sani. Questo studio ha rivelato che la memoria dipende da un particolare schema di PUFA di fosfolipidi plasmatici che comprendono una miscela di PUFA di fosfolipidi plasmatici ω-3 e di una minore quantità di PUFA  ω-6.

Il fornice è particolarmente vulnerabile all’atrofia della materia bianca causata dalla malattia di Alzheimer e tale perdita di integrità in questa zona è suscettibile ai fattori di stile di vita.

L’alimentazione può essere parte di un insieme più ampio di variabili di stile di vita che possono promuovere l’invecchiamento sano del cervello.

I PUFA omega-3 derivati dalle noci, dai semi e dagli olii, sembrano sostenere la salute cognitiva e del cervello.

Tale lavoro suggerisce che le noci, i semi e gli olii vegetali come quello di lino o di colza potrebbero servire come alternativa agli oli di pesce.

Inoltre è importante creare un maggiore equilibrio verso gli omega-3 rispetto agli omega-6, aumentando il consumo della frutta a guscio, come le noci, e diminuendo il consumo di alcuni olii vegetali, come la soia, il cartamo e l’olio di mais.

Quindi si può affermare che gli omega-3 sono molto importanti per la protezione del cervello, soprattutto negli anziani.

Questi due studi, inoltre, confermano che un modello dietetico composto da un elevato assunzione di PUFA omega-3 e di vitamina E era correlato a migliori misure cerebrali, tra cui il volume del cervello e l’integrità della materia bianca. Il mantenimento dell’integrità microstrutturale della materia bianca potrebbe essere un modo in cui la dieta esercita i suoi effetti benefici sulla cognizione,