La complessità dell’acqua e la complessità della medicina

La complessità dell’acqua e la complessità della medicina

http://www.global-antiaging-medicine.com/wp-content/uploads/Incontro-con-il-Prof.-Elia.mp4 “Siamo ancora ciechi al problema della complessità, mentre solo un pensiero complesso ci consentirebbe di civilizzare la nostra conoscenza. E.Morin” Durante l’Omeofitofestival 2017 il Prof.ELIA, allievo del compianto Prof. Emilio Del Giudice, ci ha parlato della “memoria dell’acqua”, ovvero della possibilità dell’acqua, in forma liquida, di mantenere una “impronta” delle sostanze con cui è venuta in contatto. Fu l’immunologo francese Jacques Benveniste a pubblicare nel 1988, sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”, i risultati di rivoluzionari esperimenti che dimostravano come l’acqua fosse capace di mantenere una memoria/informazione di sostanze in essa disciolte o diluite; tali risultati non solo avrebbero potuto fornire una base scientifica ai principi della medicina omeopatica ma, soprattutto, avrebbero scardinato consolidate conoscenze di fisica, chimica e medicina, costringendo ad una revisione e riscrittura di più nozioni. Nonostante una bocciatura acritica della comunità scientifica, le ricerche iniziate da Benveniste e dai gruppi da lui capitanati proseguirono, incoraggiate dalla curiosità e la voglia di approfondire sia di scienziati italiani che di personalità illustri del mondo della scienza (quali il premio Nobel Luc Montagnier). I risultati sono molto...

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Apis mellifica©Apis mellifica

Apis mellifica©Apis mellifica

Sponzilli & Di Paolo Nome comune: Ape. Nome scientifico: Apis mellifera; famiglia: Apidi. Rappresentazione analogica/simbolica: Le api hanno una relazione particolare con il sole e il calore; si orientano attraverso il movimento del sole e vivono in relazione stretta con il fiore, elemento cosmico per eccellenza. Il rapporto con la luce e il calore è in stretto rapporto con gli indurimenti tipici delle malattie reumatiche, dove prevalgono le forze minerali. Lo stesso sciame d’api è sensibile al surriscaldamento. Componenti noti: Dopamina, adrenalina, lumazina, istamina, fosfolipasi A e ialuronidasi, emolisina (mellitina) e l’apamina (neurotossina).Uso esterno: Pomata in diluizione.Proprietà terapeutiche omeopatiche: Infiammazioni acute, violente che si accompagnano a un edema rosaceo, parziale o generale e a dolori pungenti e brucianti come per degli aghi arroventati dal fuoco. Clinica: Infiammazione ed edema sono le due manifestazioni principali di Apis. Esse possono coesistere oppure succedersi, ma sempre l’azione è immediata e violenta. Localizzate su una sierosa esse producono un travaso. Albuminuria, angina, anemia, ascite, difterite, dissenteria, dispnea, disuria, erisipela, eritema nodoso, foruncoli, glossite, gotta, meningite, nefrite, edema della glottide e del polmone, pleurite, pericardite, reumatismi, patereccio, peritonite, varicella, scarlattina, sinovite, tubercolosi, orticaria. Ricordarsi che Apis, anche quando febbricitante, non ha mai sete e che egli sta sempre peggio e più agitato con il caldo. Aggravamento: Con il calore di tutti i tipi, in una camera calda o chiusa, se viene toccato, per la pressione, dopo aver dormito, la notte, con l’umidità.Miglioramento: All’aria aperta, con un bagno freddo, con applicazioni fredde, bagnando le parti affette con acqua fredda, scoprendosi, durante il giorno, stando in piedi. Lateralità: Destra. Sintomi psichici: Tristezza e melanconia, si dispera senza sapere perché, piange senza una ragione. Non può impedirsi di gridare. Indifferenza per tutto ciò che potrebbe renderlo felice. Non dà importanza a ciò che gli provoca pena. Estremamente irritabile, inquieto, sospettoso, geloso. Debolezza nervosa: lascia cadere gli oggetti che prende in mano (come Agararicus e Bovista). Negli stati acuti: stati di stupore che possono arrivare fino al coma con scosse convulsive alle membra. Stato d’incoscienza con viso congestionato, macchiato, agitazione convulsiva del capo, che gira da un lato all’altro (come accade in Belladonna ed Helleborus), il malato cerca di affondarla sul guanciale emettendo grida inarticolate e penetranti. Apparato gastroenterico: Distensione dell’addome con sensibilità estrema che impedisce ogni contatto e ogni più piccolo sforzo, peggiora con la pressione e gli starnuti. Conseguente stipsi. Diarrea nelle persone “malaticce” o con infezioni gravi. Feci giallastre o verdastre, molto fetide che si presentano a ogni movimento, involontarie, come se l’ano fosse aperto (come Phosphorus). Apparato genitourinario: Urine rare, fetide, con albumina e sangue. Bruciori e dolori molto vivi urinando. Non può urinare senza defecare. Amenorrea con sintomi cerebrali, dopo uno spavento, nelle...

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Crotalus Horridus© Crotalus Horridus

Crotalus Horridus© Crotalus Horridus

Sponzilli & Di Paolo Nome comune: Serpente a sonagli.Rappresentazione analogica/simbolica: “I veleni animali fanno sì che il Corpo Astrale si ritiri nell’Io” (Rudolf Steiner). Componenti noti: Il veleno di Crotalus è composto da circa 10 sostanze diverse di cui 8 con franca attività enzimatica: attività proteolitica(++), attività esterasica, coagulante (+++), liberazione di bradichinina e capacità di frammentarla, fosfolipasi (+) e L aminoacidossidasi (del gruppo delle flavoproteine). Dal momento che nel veleno non sono presenti catalasi, il perossido di idrogeno prodotto decarbossila i L-ketoacidi per ossidazione. Nel veleno sono altresì presenti nucleasi, 5 nucleotidasi e fosfodiesterasi e sicuramente alcune neurotossine [crotossina “neck breaker” (spezza collo) per l’effetto sui muscoli cervicali]. Nei crotalidi il liquido velenoso ha l’aspetto di uno sciroppo di colore bianco opalino o giallognolo con densità di poco superiore a quella dell’acqua: disseccato si trasforma in lamelle lucide e trasparenti e si altera facilmente al calore. Nonostante l’impiego di siero anticrotalo, il 10% delle morsicature è letale. Durata della vita di Crotalus: fino a 30 anni. Tossicologia: I crotali, o serpenti a sonagli, sono conosciuti per il loro veleno estremamente pericoloso per l’uomo. Esistono circa una dozzina di generi di crotali; in omeopatia è impiegato il veleno del Crotalus horridus che si incontra negli Stati Uniti, nel Massachusetts, nello Iowa, in Florida e in Texas; più raramente è utilizzato il tipo “Crotalus terrificus, tipico del Brasile e dell’Argentina; non si distingue comunque dal precedente, dal punto di vista del veleno, che per l’azione diversa sul sistema nervoso. L’azione del Crotalus horridus corrisponde a una grave e profonda intossicazione dell’organismo che si distingue prima di tutto per un’intensa azione sanguigna. Provoca emorragia da tutti gli orifizi del corpo e una vera e propria decomposizione del sangue. Ciò lo fa corrispondere alle infezioni maligne, setticemiche, e a tutte le infezioni gravi ed emorragiche: febbre tifoidea, scarlattina emorragica, carbonchio maligno. Effetti clinici Locali: La parte colpita si presenta rossa, poi violacea e gonfia con imponenti soffusioni emorragiche; successivamente necrosi estesa e profonda dei tessuti colpiti. Edema duro ecchimotico, ematomi da piastrinopenia idiopatica o iatrogena (farmacologica), ematomi post-traumatici. Stati spastici bronchiali, iliaci e uterini. Generali: Febbre, polso debole per notevole abbassamento della pressione arteriosa, alterazioni ECG fino all’arresto cardiaco, difficoltà respiratorie, blocco neuromuscolare (non curaro simile): il soggetto colpito suda abbondantemente, è in preda al terrore e alla confusione mentale e presenta imponenti fenomeni emorragici distribuiti in vari distretti soprattutto a livello renale [insufficienza renale acuta con oliguria e anuria, scarse urine color “lavatura di carne” e successivamente marcatamente ipercromiche (color marrone scuro)]. Il paziente può presentare facies neurotossica simil-miastenica (Rosenfeld) con diplopia, anisocoria e ptosi palpebrale. Crotalus horridus è il farmaco omeopatico che mima il 90% dei sintomi della virosi Ebola...

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