Attenzione agli inibitori di pompa protonica

Posted by on Dicembre 4, 2013

Attenzione agli inibitori di pompa protonica

Gli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo) sono utilizzati nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori e nella terapia a breve e lungo termine della malattia da reflusso acido gastro esofageo, nonché dell’ulcera, ma attualmente sono prescritti insieme a molte altre terapie per proteggere lo stomaco anche quando non ce n’è alcun bisogno.

I danni dell’uso prolungato di questi farmaci sono notevoli perché interferendo con la digestione non permettono l’assorbimento di calcio e magnesio favorendo così l’osteoporosi. Lo rivela uno studio retrospettivo condotto su un gruppo di pazienti utilizzando i dati raccolti nel Population Health Research Data Repository, che contiene informazioni sulla salute della maggior parte dei residenti in Canada e Manitoba. Il meccanismo attraverso il quale aumenta il rischio di frattura non è ancora del tutto chiarito, anche se è evidente che, essendo il carbonato di calcio la maggior fonte di calcio introdotto con la dieta, questo non può essere assorbibile essendo insolubile ad elevati valori di pH. Inoltre, sembra che gli inibitori di pompa siano in grado di inibire anche la pompa H+/ATPasi presente sulla membrana cellulare degli osteoclasti.

In un altro studio si correla l’uso a lungo termine degli inibitori di pompa con la facilitazione  della crescita di alcune forme tumorali soprattutto digestive (Jianu CS et al, Aliment Pharmacol Ther. 2012 Oct;36(7):644-9. doi: 10.1111/apt.12012. Epub 2012 Aug 5).

Consideriamo poi che l’inibizione dell’acidità gastrica  blocca gli enzimi digestivi permettendo a tante sostanze di arrivare indigerite nell’intestino determinando uno stato infiammatorio cronico da cibo in grado di attivare nel temo allergie anche gravi.

Si evidenziano dopo terapia con questi farmaci anche un aumento significativo   di infezioni intestinali, in particolare da Salmonella e Campylobacter, probabilmente favorite dalla inibizione spiccata dell’acidità gastrica. Aumenta inoltre il malassorbimento di ferro in pazienti anemici come succede nella gastrite atrofica e si riduce l’assorbimento di vitamina B 12.