Dieta mediterranea e invecchiamento

Posted by on Maggio 4, 2015

Dieta mediterranea e invecchiamento

Una nuova ricerca realizzata dalla Columbia University di New York e presentato all’American Academy of Neurology, nella riunione annuale, suggerisce che un’adesione legata alla dieta mediterranea (MEDI) può prevenire l’atrofia cerebrale e i disturbi dellacognizione nell’ età avanzata, nel complesso dando un cervello più grande di volume.
Questo studio suggerisce che effettuare una MEDI può prevenire il declino cognitivo o l’AD [Alzheimer] mantenendo integra la struttura del cervello o ritardare l’atrofia legato all’invecchiamento, spiegano i ricercatori.

Il crescente utilizzo delle investigazioni cerebrali tramite la neuro radio diagnostica e i biomarcatori, consentono ai ricercatori di esaminare i cambiamenti preclinici in individui più anziani, tra cui il volume del cervello, lo spessore corticale, l’integrità della sostanza bianca, e la deposizione di amiloide: in questo modo il legame tra la dieta e il cervello è più evidente.

Lo studio è stato realizzato con un gruppo di persone anziane che hanno partecipato al progetto “Washington Heights-Inwood Columbia Aging” (WHICAP).
Questo studio di coorte ha incluso 674 persone di età compresa tra i 65 anni o più anziani, di New York City e che non avevano segni di demenza.
Tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad una risonanza magnetica strutturale ad alta risoluzione, nonché a una valutazione di adesione alla MEDI sulla base di un questionario che ha chiesto ai partecipanti l’assunzione di pesce, di verdure, di frutta, di legumi, di cereali, di prodotti lattiero-caseari, di carne e di pollame e di alcol.
Un punteggio più alto (da 0 a 9) ha indicato una migliore adesione alla MEDI.
I ricercatori hanno valutato il volume intracranico (ICV), il volume totale del cervello (TBV), il volume totale della materia grigia (TGMV), il volume totale della materia bianca (TWMV), e lo spessore corticale (CT).
Tra i 9 componenti della MEDI, l’assunzione maggiore di pesce è stata associata con più alti punteggi della TGMV, e un’assunzione minore di carne era associata sia a un TBV che a un TGMV più grande. Il consumo maggiore di pesce è stato anche associato a un maggiore CT.

Nello studio si è osservato che la maggior parte del legame alimentare è stata trainata da una maggiore assunzione di pesce e da un più basso consumo di carne.
I potenziali meccanismi comprendono gli effetti anti-infiammatori e/o antiossidanti, nonché il potenziale rallentamento dell’accumulo di β-amiloide e di tau.

La conseguenza è quella di provare che la dieta può influenzare il volume del cervello e che questo studio aggiunge un’ulteriore ipotesi sul legame tra la dieta e la salute del cervello.

Tuttavia la letteratura sui benefici della Medi sembra essere più di una semplice osservazione casuale.

Sicuramente è molto importante lo stile di vita nell’età anziana, ma cominciando in un’età più giovane!!