Echinacea e Longevità

Posted by on Ottobre 30, 2013

Echinacea e Longevità

Uno studio nel ratto ha valutato se la somministrazione cronica di estratto di Echinacea dalla giovinezza fino alla senescenza fosse capace di aumentare la longevità e il benessere delle cellule immunocompetenti, dal momento che è noto che l’attività di queste cellule è fondamentale per la sopravvivenza e la longevità.

Gli animali venivano nutriti con 2 mg al giorno di estratto di Echinacea o con un placebo per tutta la loro vita ed erano tenuti e dieta libera. Dopo 10 mesi si valutava la sopravvivenza di questi animali, che era del 79% in quelli del gruppo placebo e del 100% in quelli del gruppo Echinacea. Dopo 13 mesi i risultati di sopravvivenza erano del 46% nel gruppo placebo e del 74% in quello Echinacea.

Dato che gli esseri umani sono per il 97% geneticamente in comune con i topi e che praticamente tutta la nostra fisiologia di base è identica può essere giustificato estrapolare questi risultati anche per l’uomo.(Evid Based Complement Alternat Med. 2005 September; 2(3): 309–314. doi: 10.1093/ecam/neh118 Echinacea: a Miracle Herb against Aging and Cancer? Evidence In vivo in Mice Sandra C. Miller)
Le interleuchine maggiormente sensibili all’azione dell’Echinacea sono la interleuchina 1 (IL 1), la interleuchina 6 (IL 6) e la interleuchina 10 (IL 10). Particolarmente importante sembra l’aumento della produzione di interleuchina 10, poiché essa svolge un ruolo primario nella stimolazione dei linfociti (cellule fondamentali per i processi di immunità).

L’aumento di tutti questi parametri concernenti l’immunità raggiunge il massimo dopo circa 4 ore dalla somministrazione orale dell’estratto di Echinacea, e permane su livelli statisticamente significativi per circa 8 ore. Il succo delle parti aeree e gli estratti delle radici hanno dimostrato importanti azioni antivirali. Tale caratteristica è imputabile sia all’effetto generale immunostimolante, sia alla sua capacità di inibire l’enzima ialuronidasi che degrada l’acido ialuronico nei suoi costituenti fondamentali. Oltre a rappresentare un nutriente essenziale per le cartilagini articolari, questo polisaccaride rientra nella composizione del tessuto connettivo, di cui regola la permeabilità. Molti microrganismi patogeni, così come i veleni dei serpenti, delle api e degli scorpioni, contengono grosse quantità di ialuronidasi. Ciò ne facilita la penetrazione nei tessuti e, di conseguenza, l’azione patogena. Ecco allora che l’Echinacea, inattivando questo enzima, protegge l’organismo dai morsi dei serpenti, da alcuni virus e dall’invecchiamento dovuto a diminuzione di acido ialuronico dermico.

Secondo un comunicato della Irish Medicines Board (IMB), l’uso dell’Echinacea in erboristeria dovrebbe essere vietato ai bambini di età inferiore ai 12 anni perché potrebbe produrre effetti collaterali e allergie. Sulla stessa linea si è espressa anche la MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) britannica; entrambe le decisioni sembrano siano state influenzate dal Comitato per i Medicinali presso l’Agenzia Europea per i Farmaci (ha più valore la scienza o la legge del mercato?).