“Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore, l’opportunità di enormi profitti”. (Z. Bauman).
La globalizzazione ha creato un meccanismo in base al quale, grazie al consumo e al divertimento, le persone diventano dipendenti dal bisogno di consumare e “divertirsi”, perché questo rappresenta, per un brevissimo momento, la possibilità di riempire il vuoto che deriva dal bisogno di amore non soddisfatto. Però questo vuoto non si riempie, ovviamente, e allora bisogna consumare ancora e ancora e ancora. In una corsa sfrenata senza fine, che produce infelicità. Mantenersi giovani non ha a che fare solo con l’aspetto fisico, ma con l’uscita dall’ incantesimo che il consumismo ha creato per alimentare i propri profitti sfruttando l’enorme bisogno di amore dell’essere umano, in un’epoca in cui l’aridità del sistema basato solo sulla finanza ha prosciugato valori profondi che nutrono, danno amore, e fanno sentire giovani dentro.

Marco Lombardozzi
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