Lateralità cerebrale ed aging

Posted by on Gennaio 29, 2014

Lateralità cerebrale ed aging

Gli scienziati riconoscono che metà nel mondo animale è destro e metà sinistro.

Nell’uomo la valutazione della lateralità è complessa, perché bisogna considerare oltre alla mano dominante, l’occhio, l’orecchio, la spalla, il bacino, la gamba e il piede dominante. Si chiama direttivo l’organo di cui ci si serve spontaneamente per effettuare un lavoro. La lateralizzazione è in pratica un adattamento intelligente del corpo che sceglie in maniera automatica quale mano, piede, occhio, orecchio è più economico e pratico da utilizzare. Esistono persone a lateralizzazione completa o incompleta. In altre parole si può essere destri di mano e di occhio e sinistri di piede e di gamba; questo è un esempio di lateralizzazione incompleta o debole (crociata o mista), che può essere utile per certe attività e di intralcio per altre.

Nella maggior parte delle persone sono a carico dell’emisfero sinistro il linguaggio, il calcolo matematico, la logica, l’analisi, mentre quello destro provvede alla percezione dello spazio, alla sonorità e alla musica, alla sintesi, alla “Gestalt”. Entrambi lavorano in maniera complementare.

I neurologi hanno stabilito che in una piccola percentuale di popolazione, circa il 5%, i centri del linguaggio si trovano nell’emisfero destro. Attraverso la kinesiologia applicata e i test muscolari non solo si è avuta conferma di questo dato ma si è visto che questa dominanza emisferica inversa è molto più diffusa di quanto si pensi. Per questo non è importante soltanto sapere quale è la dominanza cerebrale, ma se l’emisfero dominante è verbale/analitico o Gestalt/sintetico.

La lateralizzazione è sempre esistita nel genere umano da tempi antichissimi. Infatti l’uomo preistorico era lateralizzato e quest’ultima corrispondeva alla mano che non lavorava. Fin da allora la prevalenza era l’emisfero sinistro. L’emisfero sinistro ha comunque una storia più recente del destro: infatti ha solo 5000 anni di ragionamento matematico e tecnico, mentre il destro ha vissuto circa 600 mila anni di istintualità.

Nei neonati già dai primi giorni nella marcia automatica ¾ avanzano col piede destro. Anche la rotazione della testa nei neonati è prevalente a destra. La lateralità manuale compare invece intorno agli otto mesi e si perfeziona successivamente. Nel secondo anno si stabilisce la lateralizzazione del linguaggio che è prevalente, come abbiamo visto, nell’emisfero sinistro. La lateralizzazione si completa tra i 14 anni e i 21 anni parallelamente allo sviluppo completo dei vari centri energetici.

La lateralità sinistra può essere vantaggiosa in certi casi: per esempio in certi sport come il duello, il mancino è avvantaggiato, perché la mano sinistra essendo comandata dall’emisfero destro ha in via diretta le cognizioni percettivo-spaziali, mentre il destro deve mandare le informazioni dall’emisfero sinistro al destro per lo stesso risultato. I due emisferi sono infatti collegati da circa 2 milioni di fibre che costituiscono il corpo calloso. Secondo uno studio canadese le fibre interemisferiche sarebbero più numerose nei mancini rispetto ai destri.

Le lateralità debole o incrociata può essere utile in particolari circostanze, mentre può provocare problemi in altre situazioni. Per esempio una lateralità sinistra dell’occhio con lateralità destra della mano è utilissima nel gioco del tennis.

Le lateralità deboli o incomplete possono essere perfettamente compensate nella prima metà della vita, mentre nella seconda metà possono determinare uno stress cronico subliminare responsabile di inflammaging e quindi di un’accellerazione dei processi di invecchiamento fisico e cerebrale.