L’insensibilità di Helleborus

Posted by on Agosto 31, 2015

L’insensibilità di Helleborus

L’helleborus niger, chiamato anche Elleboro o Rosa di Natale è conosciuta nella materia medica per rappresentare il paziente più insensibile.

Dioscoride fece un’osservazione curiosa: le viti che crescono dove si trovano molti ellebori producono un vino con proprietà purgative. Nell’antichità l’elleboro nero era considerato un rimedio sovrano contro le malattie mentali. La città della Focide in epoca ellenistica ebbe risonanza e floridezza solo perché vi si trovava l’elleboro e molti malati vi soggiornavano per curarsi. È con l’elleboro che Ercole guarì dalla follia, e il pastore Melampo con il latte delle capre che avevano mangiato l’elleboro, curò le figlie di Preto di Argo, diventate furiose.

Il suo grande fiore risplende in pieno freddo: le forze della fioritura compaiono a Natale, di cui il nome; il fiore resiste fino alla stagione primaverile più come foglia che come fiore.

Questa pianta contiene steroidi cardioattivi e le sue proprietà terapeutiche allopatiche erano caratterizzate un tempo per l’uso come vermifugo e purgante, energico, emmenagogo, ma provocava numerosi decessi a causa dell’elevatissima tossicità.

Le proprietà terapeutiche omeopatiche sono legate ai disturbi nervosi in relazione con un’affezione meningea o cerebrale.

L’aggravamento è di notte, dalle 16 alle 20, scoprendosi, il miglioramento è con il calore, restando perfettamente tranquillo.

È incosciente, stupido, risponde lentamente quando lo si interroga. Stato di stupore o sonno con gridi involontari e gemiti. Lo stato melanconico è con tristezza e disperazione, dopo febbre tifoide o quando i mestrui non ritornano dopo una prima apparizione. Irritabile, entra facilmente in collera, non vuole essere turbato, peggiora se consolato (come Natrum muriaticum).

Cefalea congestizia, testa pesante, il malato ruota la testa da una parte all’altra sul guanciale, affonda la testa sul guanciale (come Podophyllum, Zincum), riversa la testa all’indietro. La faccia pallida con occhi fissi, atoni, spalancati, insensibili alla luce. Pupille dilatate o alternativamente contratte e dilatate. Gorgoglii nel ventre. Diarrea acquosa con mucosità biancastre come gelatina. Feci involontarie.

Relazioni: Apis (grida), Zincum (agitazione), Lachesis (urine nere e diarrea). Il farmaco più analogo è Apis, ma Apis presenta una molto grande sensibilità al contatto, i sintomi sono peggiori con il calore e lo stato è molto più acuto.

Complementari: Natrum muriaticum, Zincum.

(da “Omeopatia Scienza dell’Individuo” di Di Paolo e Sponzilli, ed. Mediterranee)