Pesce e ictus

Posted by on Giugno 16, 2014

Pesce e ictus

Numerosi studi confermano che l’assunzione nella dieta di pesce è associata ad un ridotto rischio di ictus.

La proteina  protagonista principale è quella del pesce, mentre le proteine ​​animali sembrano essere associati ad un aumentato rischio.

Quindi il rischio di ictus può essere ridotto sostituendo la carne rossa con altre fonti di proteine ​​come quelle del pesce.

I ricercatori hanno cercato su varie riviste mediche come PubMed ed Embase degli studi con un disegno prospettico che  indagasse l’assunzione di proteine ​​- tra cui le proteine ​​totali, le proteine ​​animali e le proteine ​​vegetali – con incluso l’esito di ictus e di vari sottotipi di ictus.

L’analisi ha incluso 7 studi per un totale di 254.489 partecipanti. La durata del follow-up variava da 10,4 a 18 anni, con una media di 14 anni. Quattro studi hanno valutato l’assunzione di proteine ​​nella dieta con questionari sulla frequenza alimentare e 3 con un richiamo dietetico  ogni 24 ore. Ciò per valutare in maniera sistematica l’efficacia delle diverse diete proteiche.

I risultati suggeriscono che la proteina del pesce è un importante contributo alla tutela dell’ictus, mentre la carne rossa è stata associata ad un aumento del rischio. L’associazione tra assunzione di proteine ​​e il rischio di ictus era più forte nelle donne rispetto agli uomini.

L’effetto protettivo della proteina del pesce potrebbe essere dovuto all’abbassamento della pressione sanguigna, dei trigliceridi, del colesterolo totale, o delle lipoproteine ​​non ad alta densità o attraverso un effetto di sostituzione, dove i pazienti sostituiscono potenzialmente alimenti nocivi con quelli ad alto contenuto proteico.

Il team di ricerca ha riconosciuto che altri fattori possono spiegare l’associazione osservata. Ad esempio, le proteine ​​alimentari tendono a essere associate con sostanze nutritive, come potassio, magnesio e fibra alimentare, che possono  anch’essi prevenire l’ictus.

L’impatto protettivo, dicono, è dovuto agli effetti favorevoli di alcuni acidi grassi polinsaturi sulla pressione arteriosa, sul profilo lipidico, sull’attività delle piastrine, e sulla funzione endoteliale.

E’ fondamentale promuovere delle diete a basso contenuto di sodio e con aumentata quantità in potassio, magnesio e calcio.

Neurologia, Giugno