SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) Contaminazione microbica dell’intestino tenue.

Posted by on Ottobre 14, 2016

SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) Contaminazione microbica dell’intestino tenue.

I batteri dell’intestino tenue sono di diverso tipo rispetto a quelli contenuti nel colon.

Nella SIBO si ha una crescita batterica nel tenue almeno 10 – 15 volte la norma e, contemporaneamente una modificazione dei ceppi della popolazione batterica che tende ad assomigliare a quella del colon.

Tutte le condizioni che interferiscono con il movimento peristaltico del tenue dall’alto verso il basso impediscono una perfetta eliminazione dei batteri che possono, così, moltiplicarsi nel lume del piccolo intestino.

Le condizioni patologiche favorenti la SIBO sono:

1  Malattie neurologiche/muscolari (es.: sclerodermia)

2  Diabete Mellito

3  Diverticoli del tenue

4  Morbo di Crohn o Ileite Segmentaria

5  Alcuni esiti di chirurgia intestinale

6  La pseudo ostruzione intestinale o sindrome di Ogilvie

7  La riduzione dell’acidità gastrica (spontanea od indotta da farmaci inibitori di pompa protonica)

La presenza di una elevata quantità di batteri nel piccolo intestino determina una modificazione degli acidi biliari con conseguente malassorbimento dei grassi alimentari. I batteri, inoltre, determinano anche un danno diretto sulle cellule del tubo gastroenterico deputato all’assorbimento.

La diagnosi può essere difficile per il sovrapporsi della sintomatologia a quella della sindrome dell’intestino irritabile.

Attualmente, per la diagnosi si ricorre al Breath Test al lattulosio, glucosio o xilosio che rileva la quantità di idrogeno nell’espirato dovuta alla fermentazione precoce da parte dei batteri del tenue.

Il farmaco che sembra dotato di maggior efficacia è la rifaximina: antibiotico non assorbibile con attività contro gram-positivi, gram-negativi, aerobi e anaerobi.

Si esegue, di norma, un ciclo di 7-10 giorni, con frequente, rapido, miglioramento dei sintomi.

Recentemente sono stati confrontati trattamenti condotti per 7 giorni, con dosaggi giornalieri crescenti di Rifaximina (600 mg, 800 mg, 1200 mg, 1600 mg). Le percentuali di successo variano da un minimo di circa 16% (per il dosaggio minore) a valori massimi del 60% circa per il dosaggio di 1200 mg, fino ad un massimo che supera l’80% (per il dosaggio massimo di 1600 mg).

La recidiva sintomatologica dopo la terapia è, però, frequente: per tale motivo si può ricorrere a trattamenti ciclici e a probiotici.