Erwin Schrodinger, premio Nobel per la Fisica del 1933, intitola così il suo famoso libro.

L’idea di informazione rappresenta un concetto di cui la scienza, nella sua impostazione meccanica ed anche quanto-meccanica, non ha ancora espresso chiara definizione.

La risposta alla domanda di cosa sia la vita era più facile ed intuitiva per gli antichi filosofi-scienziati greci, perché essi si riferivano come Ippocrate ad una “intelligenza della natura” di cui facciamo parte integrante, mentre altri come Epicuro si rifacevano ad una concezione generale “vitalistica” per i quali gli atomi stessi erano elementi fondamentali della vita dell’universo, e come tali viventi essi stessi.

Lo stesso pensiero è Energia ed Informazione e come tale può influire sul mondo circostante.

Ma per capire più a fondo il concetto di Informazione come elemento essenziale della vita è bene rifarsi sempre a Schrodingher per quel che riguarda l’energia fornita dagli alimenti. Egli infatti criticò l’idea semplicistica che lo scambio nutritivo sia semplicemente energetico; un elemento vitale infatti è l’acqua, di cui il nostro corpo è composto per oltre il 60 % e tutti sappiamo quanto l’acqua sia importante per la vita, senza fornire alcun contributo calorico. L’idea che ci nutriamo di energia è infatti molto approssimata e proviene da misure calorimetriche degli alimenti, ma noi in vero non siamo una stufa. Oggi sappiamo che la molecola di DNA priva di acqua, cioè considerata nel vuoto, si spezzerebbe entro poche frazioni di secondo; l’acqua infatti stabilizza la dinamica molecolare del DNA sostenendo questa struttura chimica complessa, con la costruzione dinamica di ponti ed idrogeno che rendono flessibile il DNA.             Schrodinger utilizzando dei termini della scienza termodinamica risponde: “è la neg-entropia (entropia-negativa) generata dal processo metabolico di scambio di energia e materia, il cibo effettivo della vita”. L’informazione precede la forma e per capirlo dobbiamo rifarci al lavoro di Leon Brillouin: l’entropia per lui è la misura di quanta informazione è andata perduta in una trasformazione e viceversa la “negentropia” assume il significato di misura del contenuto di informazione in una trasformazione.

 Per esempio quando si trasforma l’uva in vino, è necessario iniziare con lo schiacciare l’uva ed in tale fase si perde informazione in quanto viene distrutta la forma del grappolo d’uva, un tale processo che necessita di apporto energetico, viene indicato dalla crescita di entropia (ovvero di disordine); viceversa quando una nuova forma molecolare viene sintetizzata, (che per semplicità chiamiamo “vino”) , in tale fase si registra la crescita di negantropia ovvero di un nuovo ordine molecolare sufficientemente stabile nel tempo.

La  alimentazione è quindi definibile come un complesso processo di relazioni tra energia, materia ed informazione (o se si preferisce di crescita negentropica), che attiva la vita di organismo; quest’ultimo può quindi essere considerato come una rete di comunicazioni programmate (es da: DNA, RNA, molecole-carrier …ecc …) che vengono catalizzate da sistemi di informazione (es. neurotrasmettitori, ormoni, enzimi.. ecc), che si esprimono nella codifica e decodifica di interazioni tra materia ed energia; questo sistema va considerato in termini di un sistema di informazione, che nell’insieme caratterizza le attività cataboliche e anaboliche del metabolismo di un organismo vivente.