Un vecchio e nuovo anti invecchiamento per la pelle: Centella asiatica (anche per i deficit cognitivi)

Posted by on Dicembre 14, 2015

Un vecchio e nuovo anti invecchiamento per la pelle: Centella asiatica (anche per i deficit cognitivi)

La Centella asiatica, il cui sinonimo botanico è Hydrocotyle asiatica, è una pianta officinale appartenente alla famiglia delle Apiaceae o Ombrellifere. Originaria dell’Asia, cresce anche in Australia ed in Africa, soprattutto in ambienti umidi, ricchi di acqua stagnante. Oggi è diffusa particolarmente in India: si tratta in effetti di una pianta tipica della tradizione medica Ayurvedica. La Centella è una pianta erbacea, perenne, con gambo strisciante; essa si propaga grazie alle sue radici avventizie. Le foglie dal lungo picciolo disposte in rosette da 4 o 5 elementi, sono orbicolari o reniformi, di un bel colore verde-grigio. I fiori sono viola, con sfumature sul rosso. Il nome “Centella” sembra derivare dal verbo “centellinare” con riferimento al fatto che la pianta continuamente sorseggia in piccoli quantitativi l’acqua delle zone palustri in cui vive. È conosciuta volgarmente come “erba della tigre” per l’abitudine degli animali selvatici feriti di rotolarsi sulle sue foglie per favorire la cicatrizzazione delle ferite.

È presente negli antichi testi Ayurvedici della tradizione indiana, dove era indicata come pianta utile per il miglioramento della memoria, dell’attenzione e della concentrazione, con il nome di “Brahmi”. In Fitoterapia Cinese è tradizionalmente usata per le sue virtù cicatrizzanti, particolarmente evidenti se ci si trova in presenza di piaghe torpide e ulcere varicose; per questa stessa ragione era impiegata tradizionalmente anche nella cura della lebbra, della tubercolosi, del cancro dell’utero e delle emorroidi. Un proverbio dello Sri Lanka, che somiglia al nostro “una mela al giorno toglie il medico di torno”, recita: “due foglie al giorno allontanano per sempre la vecchiaia”. A tal proposito, i cingalesi fanno notare che gli elefanti, noti per la loro longevità, sono molto golosi di questa pianta. In Farmacopea ufficiale la Centella comparve per la prima volta nel 1913 in India, ma la sua fortuna cominciò dopo la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui fu utilizzata tra le altre erbe, per la preparazione di un infuso chiamato “Fo Ti Tieng”, venduto come stimolante della longevità. La leggenda creata intorno a questa miscela di erbe, raccontava di un antico erborista cinese, che usando l’infuso con regolarità era vissuto fino a 256 anni, periodo di tempo durante il quale aveva avuto ben 23 mogli!

La Centella ha un ricco fitocomplesso, costituito da molti principi attivi. Contiene composti fenolici, flavonoidi, tannini e i triterpeni specifici di questa pianta, denominati CAST (Centella asiatica Selected Triterpenes). Tra i CAST, troviamo l’asiaticoside ed il madecassoside e l’acido indocentoico. Tra i glucosidi presenti c’è l’indocentelloside, abbiamo poi alcaloidi come l’idrocotilina e composti amari come la vellarina. È infine presente acido peptico e vitamina C.

La Centella asiatica è nota per le sue capacità flebotoniche e vaso protettrici; in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco contro placebo, una mistura di asiaticosidi somministrata a pazienti affetti da insufficienza venosa cronica ha mostrato, ad esempio, di migliorare le condizioni oggettive del tono venoso, e soggettive, come pesantezza alle gambe, dolore nell’alzarsi in piedi ed edema degli arti inferiori, dei pazienti stessi. Numerosi altri studi confermano l’efficacia del trattamento con Centella in caso di insufficienza venosa cronica, come di microangiopatia venosa ipertensiva. Sono d’altra parte anche ben conosciuti gli effetti capillaroprotettivi, preventivi nei confronti della formazioni di varici e nel trattamento della patologia emorroidaria che la Centella può annoverare tra i suoi effetti terapeutici. Molto ben noto è anche l’effetto benefico degli estratti di Centella in campo cosmetico, nel trattamento della cellulite. L’estratto di Centella è anche tradizionalmente usato per la sua ottima attività vulneraria; esso contribuisce in modo notevole al buon esito del processo cicatriziale, specialmente se secondario ad ustioni; è utile per la risoluzione di ferite a margini irregolari e sfrangiati, e per favorire la cicatrizzazione di ferite dovute a interventi chirurgici.

L’utilizzo della Centella asiatica nelle patologie cognitive, quali disturbi di memoria o di attenzione e deficit cognitivi, così come nelle patologie ansiose o depressive stress correlate è meno noto; tuttavia questo utilizzo della Centella è conosciuto da secoli nella tradizione medica Ayurvedica. Alcuni studi recenti hanno confermato questo utilizzo tradizionale, mediante sperimentazione su modelli animali.

L’azione è prettamente colinergica e colinomimetica (antidepressiva).

Incrementa la capacità di memoria a breve termine (riduzione NE, DA, 5HT).